02

 Castello dell'Abbadia

Nel Parco Naturalistico di Vulci, si trova il Castello Medioevale dell'Abbadia sede del Museo Archeologico e raggiungibile attraverso lo spettacolare Ponte del Diavolo dal quale si gode di un panorama semplicemente mozzafiato! Edificato in epoca medioevale (XII secolo) dai monaci cistercensi sui resti di un’antica abbazia dedicata a S. Mamiliano, il Castello dell'Abbadia, nel tempo divenne un'importante roccaforte e centro d'accoglienza per tutti i pellegrini e viaggiatori tra cui anche i Cavalieri Templari. Il Ponte del Diavolo, invece, ha origine ancora più antiche: i piloni principali in tufo sono, infatti, di epoca etrusca mentre la struttura a tre archi risale al I secolo a.C. . Originariamente, oltre a permettere di superare il fiume, il ponte aveva la funzione di sorreggere l'acquedotto romano che portava l'acqua alla città di Vulci. In seguito, durante il medioevo, fu modificato per adattarlo alle esigenze difensive del castello. Nel XVI secolo passò prima in mano ad Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III, e poi divenne dogana dello Stato Pontificio, per via della stretta vicinanza al Granducato di Toscana.

 Castello di TORRE ALFINA

Le sue origini risalgono a Desiderio, ultimo re dei Longobardi. Poi la famiglia orvietana dei Monaldeschi prima e il suo ramo della Cervara poi, saranno i Signori del Castello. Il castello passò, per via ereditaria, ai marchesi Bourbon del Monte in seguito al matrimonio di Gia’ Mattia del Monte con Anna Maria Monaldeschi, nella seconda metà del Seicento. Il maniero ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli: l’ultimo “restauro”, affidato all’architetto senese Giuseppe Partini dal banchiere Edoardo Cahen sul finire dell’Ottocento, lo ha visto assumere questo aspetto sobrio e monumentale. Ricoperto per intero dalla pietra grigio-scura di Bagnoregio nasconde gli elementi rinascimentali allora presenti, donandogli questo aspetto neo-gotico e trasformandolo in una fiabesca dimora con un bosco incantato, il Bosco del Sasseto, dove il marchese Cahen si fece seppellire nell’artistico mausoleo. Torre Alfina recentemente è stato riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia.

 Castello di SANTA SEVERA

Il castello nasce intorno al X-XI secolo, e il primo riferimento scritto è databile al 1068, anno in cui il Castello e la Chiesa furono donati dal conte Gerardo di Galeria all'Abbazia di Farfa che a sua volta, nel 1130, la donò su richiesta dell'antipapa Anacleto II alla Basilica di San Paolo fuori le mura. Nel 1482 il Castello passò all’Ordine del Santo Spirito che ne fu proprietario per cinquecento anni e di cui è ben visibile lo stemma. L’area in cui sorge il castello e gli spazi circostanti affondano le proprie origini in tempi molto più antichi e i primi ritrovamenti risalgono addirittura all’età del Bronzo.
Intorno al 264 a.C. fu fondata la colonia romana di Pyrgi sul nucleo centrale di una cittadina etrusca il cui nome è tuttora ignoto. La cittadina, fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C., rappresentò per alcuni secoli il porto principale di Caere, l'odierna Cerveteri, da cui dista 13 km, fino alla sua distruzione per mano della flotta di Dionisio I di Siracusa nel 384 a.C.

 

 

  Anfiteatro Romano di SUTRI

L’anfiteatro romano di Sutri, la cui edificazione è collocabile intorno al I secolo a.C – I secolo d.C., rappresenta il cuore dell’identità sutrina. Scavato interamente nella collina tufacea che sorge ai piedi del Bosco Sacro, questa imponente opera è stata realizzata tra il periodo tardo repubblicano e l’inizio dell’età imperiale di Roma, con una tecnica molto simile a quella etrusca. L’Anfiteatro, costruito su pianta ellittica, poteva contenere circa settemila spettatori ed è ripartito in tre ordini di gradinate, divise per ceto sociale: “lima cavea”, la prima fila, riservata ai ceti di rango senatorio, la “media cavea” ed infine la “summa cavea” destinata al popolo. Alle gradinate si poteva accedere attraverso i “vomitoria”, gli ingressi laterali, accessibili dal “deambulacro” che gira tutt’intorno all’arena. Fino agli inizi del XIX secolo, infatti, la costruzione era completamente interrata e utilizzata per le coltivazioni agricole. Simili all’anfiteatro di Sutri esistono solamente due esempi al mondo, realizzati completamente nella roccia, a Cagliari e a Leptis Magna (Libia).